MENEGHELLO incontra BORGES – l’altro non esiste

Blue Gallery // Rio terà canal - Sestiere Dorsoduro 3061 (VE) – dal 9 dicembre 2025

Il prossimo evento alla Blue Gallery è la mostra personale di Simone Meneghello/Meneghello incontra Borges/da dicembre 2025.Con un testo critico di Alberto Dambrouso.Gli eventi alla Blue Gallery sono ideati e nascono con il massimo della naturalezza. Una naturalezza giocata su scarti minimi, sull’interazione quotidiana, sull’incontro e la sorpresa, con un dialogo serrato continuo, al bar, parlando in strada all’esterno della galleria, all’interno, elaborando un carico enorme di idee e di significati.Silvio Pasqualini in prima persona si mette costantemente sul piano naturalistico di chi coltiva la terra, seleziona le piante e i semi, attende la maturazione dei frutti, mantenendo sempre il campo ben concimato, in fertile ascolto di ciò che via via si viene formando.Pasqualini si occupa di artisti che perlomeno provano a entrare nei significati, cercando di significare.Questa volta Simone Meneghello incontra nientemeno che Borges, un artista, un poeta, uno scrittore che intorno alla Blue Gallery ha abitato. Sembra ancora di avvertire il calpestio dei suoi passi lungo il Rio Terà Canal.Forse alla sua epoca la vita quotidiana era più intensa, generosa e diversificata. C’erano meno cori universitari, meno Bacari Tour, forse.Probabilmente la Libreria Toletta, invece di essere un massacrato luogo di perdite e rimpianti, era più creativa, popolata di autentici intellettuali, che puntavano a scuotere l’ovvio, e l’omologazione all’ovvio.Oggi sembra tutto sfuocato.Simone Meneghello si occupa di significato, di senso, di lettere, dello studio semantico della parola. Nel suo precedente lavoro con Pasolini, per esempio.L’incontro con Borges avviene in un luogo definito, preciso. L’accaduto capita esattamente all’interno dello spazio dove è situata la Blue Gallery.Questo è motivo di grande riflessione, non può essere casuale.Il lavoro di Meneghello si occupa del limite, della soglia, crea dei varchi, crea dei sentieri. Già occuparsi di varchi e sentieri è un’esplorazione molto bella e interessante. L’esplorazione è un’azione che quasi sempre avviene senza l’uso del cognitivo.Bisogna evidenziare la differenza netta tra la ricerca, che è una specializzazione, una professione, e l’esplorazione. L’esploratore è colui che osa, si spinge in avanti, coraggiosamente, percorrendo strade non battute, creando nuovi percorsi, rischiando di persona.Il concetto è questo: oggi come ieri, o crei delle strade o trovi delle scuse. Questo fa parte proprio della scommessa, in questi ambiti. Simone Meneghello fa appunto questo lavoro di scrittura fatto di cumuli, con una compilazione di altri tempi, quella che si faceva con la macchina da scrivere, battuta dopo battuta, riscrivendo testi, in questo caso di Borges, ma lo fa sistematicamente con altri testi. Sta affrontando per esempio la Bibbia, riscrivendola completamente, strato su strato; ci scrive e poi ci scrive ancora sopra, creando delle stratificazioni. Sono dei cumuli, sono delle accumulazioni, o anche delle compressioni. Simone Meneghello su Borges applica un’azione a denominazione d’origine controllata.Borges che viveva in Italia come in Francia, nel lavoro di Meneghello si trasforma un po’ nella Francia di César, caposcuola delle compressioni ed espansioni radicali, come gli schiacciamenti di oggetti, automobili e motociclette, qualcosa fatto anche dall’industria, ma nel caso dell’artista eseguito con ben altri significati.Esteticamente e culturalmente il lavoro di Meneghello riporta inoltre a un altro lavoro: le cancellazioni di Emilio Isgrò. Cancellando le parole, Isgrò dava un nuovo senso al testo. Nuovi codici, nuove soluzioni, sottraendo alcune parole.Il lavoro di Meneghello è un lavoro poetico. L’artista lo definisce un lavoro sulla soglia. Interessante perché l’arte è sempre un misurarsi oltre il limite, sul filo di un dilemma importante, tra il restare all’interno della soglia o andare oltre.Abbiamo citato César, Isgrò, ma potremmo citare Fontana, che è stato tra i primi ad occuparsi seriamente di andare oltre lo spazio. Quel concetto di soglia, il taglio, il concetto spaziale di Fontana, mette a fuoco questo aspetto, lo cristallizza. L’operazione di Meneghello è un’operazione molto raffinata e radicale. Un’arte sorgiva, di grande impatto, eseguita con cura quasi sacerdotale. Una ricerca pura, vera. L’artista la definisce addirittura “limitismo”, concentrarsi sul limite e oltre il limite.Interessante perché avviene nel contesto contemporaneo in cui le persone sono molto lontane da queste riflessioni, si occupano di convenzioni, di mode.È un lavoro anche sul tempo, di accumulazione del tempo, perché il tempo resta, rimane.Alla fine il lavoro di Meneghello diventa una macchia nera, ma dietro c’è tutto. Come la scatola nera degli aerei. Registra tutto, questo è l’aspetto peculiare.La riscrittura ha il valore della rilettura: ogni volta che rileggiamo troviamo significati sempre più profondi, e diversi, nuovi collegamenti, paesaggi inediti. Alla Blue Gallery, Meneghello realizzerà un sentiero di libri, compilati sempre allo stesso modo, con l’accumulazione di battute. Esteticamente sono delle macchie scure, elaborate tassello su tassello, mattone dopo mattone. I libri partono dal soffitto della Blue Gallery, scendono con una piccola inclinazione in diagonale fino al pavimento, e dal pavimento segnano una retta fino alla vetrina, simulando l’attraversamento della vetrina stessa. Altri tasselli saranno posizionati oltre la vetrina. Durante la notte verranno ovviamente rimossi, e custoditi all’interno della galleria.Quasi a formare un ponte, che dalla galleria attraversa la calle, e va a incrociare i luoghi dove Borges visse.L’eco della strada completa il tutto.For Blue Gallery/Silvio Pasqualini/da dicembre 2025.